Progetto Educativo di Gruppo 2010-2012
SENTIERI DI LIBERTA'
Il “nuovo” Progetto Educativo
Uomini e donne aperti al futuro
L’uomo costruisce la sua vita sul principio della fiducia: la cerca nei suoi simili, la costruisce dentro di sé, la sperimenta come possibilità di libertà ma anche come rischio.
Da sempre le incertezze e le difficoltà (fattori di incertezza) sono stati percepiti come una minaccia per vivere nella fiducia: oggi, sembra che un mondo notevolmente interconnesso (a livello di comunicazione di dati, conoscenza e possibilità di spostamento) generi maggiormente paura dell’altro, paralizzando la capacità di aprirsi e creando una sensazione di pericolo. Cosa si può fare, in prospettiva educativa?
Occorre lavorare lungo tre direttrici, per far recuperare il senso corretto della fiducia (che non è scriteriata o imprudente!):
· la relazione con gli altri, vissuta nella cura e nella solidarietà;
· il potenziamento delle proprie capacità spirituali, fisiche e intellettuali;
· la familiarità con l’ambiente che ci circonda.
Questo, tenendo presente un elemento fondamentale: la necessità di recuperare fiducia nel “futuro”. Il futuro sembra essere il grande assente dall’orizzonte delle nuove generazioni e, quando presente, assomiglia di più ad un cattivo pensiero. Ma siamo convinti che il futuro può essere migliore dell’oggi se sappiamo costruirlo, se viviamo una logica di collaborazione ed edificazione. A questo recupero della fiducia nel futuro un contributo lo può dare senz’altro la tradizione religiosa biblica, che ha in sè un incredibile potenziale di speranza. Nel futuro non c’è perdizione ma salvezza, grazie alla cura di Dio per noi, alla sua disponibilità sempre rinnovata a fare alleanza e a mettersi in gioco. La nostra capacità di entrare in relazione gli uni con gli altri trova il suo fondamento nella relazione che Dio, Creatore e Padre, ha stabilito con ogni uomo e ogni donna, nella vita donata di Gesù suo figlio.
Un’espressione usata per definire la situazione odierna è “vita liquida” o “modernità liquida”: è un modo per evidenziare la tendenza a ritenere che nulla, oggi, ha il tempo di farsi solido e duraturo: i punti di riferimento cambiano di continuo, il futuro non promette nulla di buono… chi si ferma è perduto! Se le cose di ieri sono superate e se ciò che sarà domani non dipende da me, da noi,allora esiste solo un presente egoistico e sterile. Ma questa è la morte della progettualità, della possibilità di educare e di costruire relazioni vere.
Eppure proprio in questo contesto occorre osare ancora la sfida di costruire persone vere, libere e capaci di orientarsi: anche la proposta scout acquisisce un significato e – potremmo dire – un’urgenza particolare. Lo scoutismo è inguaribilmente ottimista (che non significa ingenuo), nell’assumere la sfida di educare a scoprire ed assumersi liberamente le proprie responsabilità. Essere liberi non significa non avere legami, ma saper scegliere dando concretezza alle proprie scelte. Non vuol dire essere ovunque e da nessuna parte, ma essere presenti nel luogo e nella comunità dove la vita ci ha posto.
L’ampliarsi degli spazi di vita e le occasioni di mobilità offrono ai ragazzi nuove opportunità ma rendono più arduo il crescere e il costruire insieme agli altri. Se il tempo della crescita e della formazione si è dilatato, si è però svuotato di occasioni ed esperienze di responsabilità e dunque, di autentiche occasioni di crescita.
Come educatori e Capi Scout riteniamo di doverci impegnare a:
¨ Dare fiducia a bambini, ragazzi e giovani
che vuol dire dare lo spazio per misurarsi a provare su di sé la libertà, il successo, l’errore e la sconfitta. Dare fiducia vuol dire rendere i ragazzi protagonisti dell’atto educativo, calibrando continuamente le proposte che vengono fatte;
¨ Essere continuativi nella relazione educativa
che richiede tempo e passione, necessari per costruire i rapporti, e voglia di andare incontro all’altro rispettando i suoi tempi, che non sempre sono i nostri. Il percorso Scout invita ragazzi e ragazze a trovare la rotta da seguire per la propria vita: l’educatore indica una direzione ma non si sostituisce nella scelta!
¨ Stare sulla strada, luogo di incontri e di passaggi
per togliere la finzione attuale che valorizza più la virtualità e l’immagine che le pratiche agite, accompagnando i ragazzi nella realtà della vita, educandoli ad uno spirito critico e libero;
¨ Educare alla vita comunitaria e alla democrazia
perché l’essenza della civiltà è saper esprimere i propri punti vista riconoscendoli accanto a quelli altrui, in un dialogo che non relativizza ma valorizza e arricchisce.
Come leggere il progetto
Ogni progetto è la sintesi di un percorso di riflessione ed analisi che parte dalla consapevolezza che ”progettare” è qualcosa di più che “pensare” e che significa, in ultima analisi, credere che le situazioni iniziali possono essere cambiate. Siamo partiti dall’allettante sfida di voler trovare, guardando al futuro, 27 verbi o parole che indicassero le modalità con cui vogliamo agire nei prossimi anni. Alla fine dei lavori di elaborazione e concertazione dell’ intero progetto, abbiamo voluto raggruppare il tutto in 3 voci:
SCEGLIERE: E’ importante darsi le priorità educative, in termini di importanza e in termini di processo; E’ importante saper scegliere gli strumenti adeguati; E’ importante sapere su cosa si vuol far focalizzare l’attenzione dei ragazzi.
PUNTARE IN ALTO:Cioè lavorare sulla qualità della proposta in generale; Lavorare sulla qualità di come vengono presentati e gestiti gli strumenti del metodo.
SINERGIE EDUCATIVE: La capacità di fare ”rete” con ciò che ci circonda.